sono giorni che non ti scrivo più ed è successo di tutto. L se n'è andata, così su due piedi, dall'oggi al domani, senza problemi. Mi ha lasciato stupita, ma , non so perché, per niente dispiaciuta, anzi lo so: durante la sua assenza per le ferie, ho ritrovato mio marito che prima era un suo "dominio", nel senso che era lei a decidere cosa fare e non fare con lui, io mi sentivo messa da parte e non me ne rendevo conto, ero in difficoltà ad accarezzarlo e baciarlo davanti lei e, cosa più importante, credevo di non essere capace di assisterlo, di provvedere ai suoi bisogni, di curare tutta la sua giornata.
Non è così, no, proprio non lo è, almeno per ora.
Dalla mattina alle sei, fino alla sera verso le dieci giro intorno a lui, lo accudisco e lo coccolo e sono contenta di riuscire a farlo da sola, questo mi riempie la giornata, e R sembra un po' più ricettivo e, cosa non da poco, con il danaro risparmiato, ora comprerò un'auto allestita per disabili, così potremo andare, spero, al mare.
Allora, caro blog, avrai capito che stiamo bene e soprattutto sereni,anche perché sentiamo la vicinanza dei nostri figli e dei generi e della nuora, non ci sentiamo soli ma sostenuti e intorno a noi c'è armonia e, soprattutto, voglia di vivere.
Ma tu dirai: e che cavolo c'entrano le cocule ?
Beh, ho fatto una prova e devo dire, molto ben riuscita.
Tu sai che le cocule, piatto pugliese, sono delle piccole polpettine di patate o di pane e io e ho fatte con le melanzane CRUDE, ascolta:
Fai le melanzane a fette e mettile a deamarizzare con il sale, lavale e asciugale bene, mettile nel robot e sminuzzale, ma non fare una poltiglia, lasciale a pezzettini piccolissimi, mettile in una terrina e aggiungi uovo ( regolati secondo la quantità delle melanzane) parmigiano, pecorino, prezzemolo, un po' di aglio se ti piace, un po' di pangrattato, sale e pepe, gira bene e poi con due cucchiai fai le
quenell
es e metti nell'olio caldo, se vedi che si sfaldano, aggiungi un po' di farina, rimescola il tutto e friggi.
Sono morbide e molto saporite e, se vuoi, puoi ripassarle in un sughetto di aglio, pomodoro e basilico.
Buone!
venerdì 31 maggio 2013
sabato 20 aprile 2013
Ecco il nuovo "vecchio" Capo dello Stato Italia
Sono contenta, tanto contenta, caro blog,
abbiamo di nuovo il nostro "vecchio" Presidente.
Anche stavolta un vecchio è la "soluzione",forse, dei nostri problemi politici e sociali.
Checchè ne dicano quelli che vogliono rottamare tutto e tutti, la saggezza e la competenza di "nonno Giorgio", ha vinto sull'arrembanza di certi giovani che non tengono conto degli anziani da cui potrebbero ricevere molto.
Sarebbe bello poter svuotare quelle che romanticamente chiamano case di riposo e che sono invece l'anticamera della morte, rimettere i nostri vecchi nelle case insieme alla famiglia dei figli e usufruire della loro esperienza e del rapporto di intimità e complicità che si forma tra i nonni e i nipoti.
Non bisogna aver paura, ma essere generosi con chi si ama.
Io ho fatto un'esperienza di vita in comune con i miei genitori appena sposata e per quattro anni. Nonostante mio padre fosse una persona difficile, siamo riusciti a crearci i nostri spazi e a rispettarci vicendevolmente e ne ha avuto beneficio la nostra prima figlia che ha voluto molto bene ai miei ed è stata molto amata.
Bene! Buon lavoro, caro Presidente!
abbiamo di nuovo il nostro "vecchio" Presidente.
Anche stavolta un vecchio è la "soluzione",forse, dei nostri problemi politici e sociali.
Checchè ne dicano quelli che vogliono rottamare tutto e tutti, la saggezza e la competenza di "nonno Giorgio", ha vinto sull'arrembanza di certi giovani che non tengono conto degli anziani da cui potrebbero ricevere molto.
Sarebbe bello poter svuotare quelle che romanticamente chiamano case di riposo e che sono invece l'anticamera della morte, rimettere i nostri vecchi nelle case insieme alla famiglia dei figli e usufruire della loro esperienza e del rapporto di intimità e complicità che si forma tra i nonni e i nipoti.
Non bisogna aver paura, ma essere generosi con chi si ama.
Io ho fatto un'esperienza di vita in comune con i miei genitori appena sposata e per quattro anni. Nonostante mio padre fosse una persona difficile, siamo riusciti a crearci i nostri spazi e a rispettarci vicendevolmente e ne ha avuto beneficio la nostra prima figlia che ha voluto molto bene ai miei ed è stata molto amata.
Bene! Buon lavoro, caro Presidente!
mercoledì 17 aprile 2013
Il migliaccio
Ciao caro blog,
come sai è tanto tempo che cerco una buona ricetta del Migliaccio, dolce napoletano a rischio di estinzione, e' di origine antichissima, da ricercare nella semplice cucina contadina delle popolazioni italiche pre-romane. Prima era confezionato con il miglio, ma oggi si usa semola di grano duro, ed è buonissimo. Io l'avevo mangiato cinquant'anni fa a Napoli, ospite di zia Ninuccia, e me lo ricordo ancora.
Ho cercato nei miei libri, anche vecchissimi, nel web, tra le mie conoscenze; ho trovato tante ricette, ma nessuna mi soddisfaceva (ormai ho la conoscenza giusta degli ingredienti e del modo di lavorarli).
Ho messo insieme le materie prime che trovavo appropriate, le ho lavorate come mi sembrava più giusto ed è venuto fuori un dolce "stupendo" (a mio parere): profumato, cotto bene ma umido come deve essere, color miele, senza burro, che ricorda il "confortino" che si mangiava a metà mattina o nel pomeriggio, per spezzare la fame.
Ora ti dico una cosa: siccome ho usato un sacco di tempo per questa torta, e non mi va di metterne a disposizione la ricetta perchè sono gelosa e mi piace condividere con chi ha veramente desiderio di rifarla, dopo 'sto preambolo se c'è qualcuno che me la chiede rispondo volentieri.
come sai è tanto tempo che cerco una buona ricetta del Migliaccio, dolce napoletano a rischio di estinzione, e' di origine antichissima, da ricercare nella semplice cucina contadina delle popolazioni italiche pre-romane. Prima era confezionato con il miglio, ma oggi si usa semola di grano duro, ed è buonissimo. Io l'avevo mangiato cinquant'anni fa a Napoli, ospite di zia Ninuccia, e me lo ricordo ancora.
Ho cercato nei miei libri, anche vecchissimi, nel web, tra le mie conoscenze; ho trovato tante ricette, ma nessuna mi soddisfaceva (ormai ho la conoscenza giusta degli ingredienti e del modo di lavorarli).
Ho messo insieme le materie prime che trovavo appropriate, le ho lavorate come mi sembrava più giusto ed è venuto fuori un dolce "stupendo" (a mio parere): profumato, cotto bene ma umido come deve essere, color miele, senza burro, che ricorda il "confortino" che si mangiava a metà mattina o nel pomeriggio, per spezzare la fame.
Ora ti dico una cosa: siccome ho usato un sacco di tempo per questa torta, e non mi va di metterne a disposizione la ricetta perchè sono gelosa e mi piace condividere con chi ha veramente desiderio di rifarla, dopo 'sto preambolo se c'è qualcuno che me la chiede rispondo volentieri.
che meraviglia!
| i fiori della mensa |
Belli vero? Sono i fiori con cui accogliamo il Signore il sabato sera nell'Eucarestia. Fanno da cornice al Suo Santo Corpo e al Suo Santissimo Sangue, e danno gloria al Suo Santo nome con la loro bellezza, il loro colore e soprattutto l'incredibile profumo che emanano, e sono un segno di festa per noi che siamo riuniti intorno alla Mensa, ci liberano il cuore dalle pesantezze della settimana, ci fanno entrare nel "rendimento di grazie" che è il vero significato della parola Eucarestia.
Se, durante la settimana, ci sono state tensioni, discussioni, incomprensioni, sofferenze, arriviamo carichi di problemi, stanchezze, ribellioni; ma già la vista di una Mensa bianca piena di fiori multicolori ti mettono allegria, ti fanno entrare nella gioia.
A fine Eucarestia, i fiori che hanno adornato la presenza di Gesù, si spendono anche per noi, perchè ognuno ne può prendere per il proprio altare familiare, non si tiene niente da parte, tutto è condiviso come i Corpo e il Sangue di Gesù.
giovedì 11 aprile 2013
Che risveglio!
Ciao, caro
senti che risveglio stamattina!
Mi sono alzata presto, come al solito, perchè la mattina rendo tanto, il pomeriggio mi diletto a "c....giare" fino a sera. Ho coccolato un pò R, gli ho attaccato la pappa, ho fatto colazione: cappuccino e pane fresco con la marmellata di ciliegie e ribes (mia), e in attesa di andare a raccogliere cicoria nei campi, ho acceso il pc e sono andata a cercare Lui, Carlos, il grande Carlos,
nelhttps://www.youtube.com/watch?v=95kCv10duFw
Ahia, non sono stata capace di metterti il link in modo corretto, ma tu, se vuoi, ascoltalo lo stesso e abbi pazienza con me.
Mamma mia come vorrei essere quel percussionista!
senti che risveglio stamattina!
Mi sono alzata presto, come al solito, perchè la mattina rendo tanto, il pomeriggio mi diletto a "c....giare" fino a sera. Ho coccolato un pò R, gli ho attaccato la pappa, ho fatto colazione: cappuccino e pane fresco con la marmellata di ciliegie e ribes (mia), e in attesa di andare a raccogliere cicoria nei campi, ho acceso il pc e sono andata a cercare Lui, Carlos, il grande Carlos,
nelhttps://www.youtube.com/watch?v=95kCv10duFw
Ahia, non sono stata capace di metterti il link in modo corretto, ma tu, se vuoi, ascoltalo lo stesso e abbi pazienza con me.
Mamma mia come vorrei essere quel percussionista!
martedì 9 aprile 2013
ma è mai possibile!
Ciao,
sono un pò uffa! Ti spiego: da un anno ho in casa una L "badante" brava, bravissima, ma.......
Sen ti che roba: laureata in fisica, maggiore della polizia del suo paese, figlia di contadini, esperta di ogni cosa perchè ha fatto duecentomila corsi universitari , compresa economia domestica, cuoca provetta nella cucina del suo paese, psicologa infantile, educatrice inflessibile e adesso non mi viene più in mente niente ma ogni volta che parliamo di qualcosa mi chiude la bocca dicendo "si fa così, io lo so perchè ho fatto il diploma di ......".
Poco fa stavo parlando al telefono con un'amica e dico "ti devo lasciare perchè è ora di cucinare qualcosa" e L "si bisogna mangiare presto perchè...." e giù a spiegarmi per l'ennesima volta che tutto quello che si mangia la sera tardi diventa" grasso e pancia ", e sai che mi è venuta voglia di fare?
Mi sono messa a scriverti per sfogarmi un pò e per "tigna" stasera mangeremo più tardi.
Oggi, dopo varie prove, ho imbroccato la ricetta giusta per fare i "bottoncini di pane", morbidi, morbidi,abbronzati e lucidi, un pò dolci e profumati, perfetti. Beh! Come li ha visti, come al solito ha detto " li facciamo anche noi" e mi ha spiegato per filo e per segno come li fanno, senza chiedermi come son fatti i miei, non li ha mangiati neanche perchè contenevano burro e lei fa digiuno per la loro prossima Pasqua.
Insomma i miei panini non c'entravano niente con i suoi, che riempiono di carne o capusti o patate , o rape.
Se arrivano i bambini, li monopolizza con caramelle e dolci varii; naturalmente mi fa piacere però che uffa!
Avrei da dire tanto altro, ma devo cucinare altrimenti mi licenzia!
Che faccio? Uffa!!!!!!!!
sono un pò uffa! Ti spiego: da un anno ho in casa una L "badante" brava, bravissima, ma.......
Sen ti che roba: laureata in fisica, maggiore della polizia del suo paese, figlia di contadini, esperta di ogni cosa perchè ha fatto duecentomila corsi universitari , compresa economia domestica, cuoca provetta nella cucina del suo paese, psicologa infantile, educatrice inflessibile e adesso non mi viene più in mente niente ma ogni volta che parliamo di qualcosa mi chiude la bocca dicendo "si fa così, io lo so perchè ho fatto il diploma di ......".
Poco fa stavo parlando al telefono con un'amica e dico "ti devo lasciare perchè è ora di cucinare qualcosa" e L "si bisogna mangiare presto perchè...." e giù a spiegarmi per l'ennesima volta che tutto quello che si mangia la sera tardi diventa" grasso e pancia ", e sai che mi è venuta voglia di fare?
Mi sono messa a scriverti per sfogarmi un pò e per "tigna" stasera mangeremo più tardi.
Oggi, dopo varie prove, ho imbroccato la ricetta giusta per fare i "bottoncini di pane", morbidi, morbidi,abbronzati e lucidi, un pò dolci e profumati, perfetti. Beh! Come li ha visti, come al solito ha detto " li facciamo anche noi" e mi ha spiegato per filo e per segno come li fanno, senza chiedermi come son fatti i miei, non li ha mangiati neanche perchè contenevano burro e lei fa digiuno per la loro prossima Pasqua.
Insomma i miei panini non c'entravano niente con i suoi, che riempiono di carne o capusti o patate , o rape.
Se arrivano i bambini, li monopolizza con caramelle e dolci varii; naturalmente mi fa piacere però che uffa!
Avrei da dire tanto altro, ma devo cucinare altrimenti mi licenzia!
Che faccio? Uffa!!!!!!!!
lunedì 8 aprile 2013
finalmente!
Ciao,
finalmente ci sono arrivata! Ma che sofferenza!
Credo di essere riuscita a liberarmi. Forse a te interessa sapere da cosa? Visto che non puoi ribellarti, allora te lo dico. Mi sono liberata dalle idolatrie che mi schiavizzavano e non mi permettevano di vivere con me stessa, ma mi proiettavano verso gli altri come per un dovere e non perchè lo volessi veramente. Ci ho messo quaranta anni ma ci sono arrivata anche io.
Scusa, non sento, mi hai chiesto per chi avevo queste idolatrie e cosa vuol dire essere idolatri? te lo spiego subito: idolatrare vuol dire, per me, fare un mito di una persona normalissima, avere un'ammirazione eccessiva, un amore esaltato per qualcuno, e da questo qualcuno ti aspetti cose grandi, quasi le pretendi, perchè tu ti senti povera e incapace di essere come loro, ma pensi che loro riusciranno ed essere e a fare quello che tu non sei e non sai fare. Per chi le avevo? Per alcune persone della mia famiglia. Ho dovuto lavorare tanto per arrivare a vedere che i miei idoli hanno i piedi di argilla, che talvolta questo mio tendere verso di loro mi dominava, e mi si rivoltava contro, come si rivoltavano contro di me anche loro, forse soffocati da questo mio amore eccessivo.
Bene, caro blog. Ho pianto tanto, mi sono chiesta tante volte perchè c'erano certe reazioni in risposta alle mie offerte di aiuto, o a mie richieste di aiuto, mi sono sentita rifiutata tante volte, ma ora ho capito che siamo tutti uguali, tutti con lo stesso bisogno di essere amati, ma in un modo libero, senza lacci.
Ricordo tutto del mio passato fino ad oggi, tutte le sensazioni buone e cattive che ho vissuto nei rapporti con gli altri. Sono stata figlia, moglie, madre, suocera e nonna, ho avuto tanta difficoltà nei rapporti con i genitori, marito, figli, ma ora sto bene con me stessa e mi sembra anche con gli altri .
Ci sono voluti sessantacinque anni, ma ora credo, credo, di essermi accettata così come sono, e di conseguenza, ho per me stessa questa " autostima" che mi fa guardare gli altri alla pari, senza complessi.
Ti scrivo queste cose, caro blog, perchè forse possono servire anche a te, e a qualcuno che ti legge.
Buona giornata.
finalmente ci sono arrivata! Ma che sofferenza!
Credo di essere riuscita a liberarmi. Forse a te interessa sapere da cosa? Visto che non puoi ribellarti, allora te lo dico. Mi sono liberata dalle idolatrie che mi schiavizzavano e non mi permettevano di vivere con me stessa, ma mi proiettavano verso gli altri come per un dovere e non perchè lo volessi veramente. Ci ho messo quaranta anni ma ci sono arrivata anche io.
Scusa, non sento, mi hai chiesto per chi avevo queste idolatrie e cosa vuol dire essere idolatri? te lo spiego subito: idolatrare vuol dire, per me, fare un mito di una persona normalissima, avere un'ammirazione eccessiva, un amore esaltato per qualcuno, e da questo qualcuno ti aspetti cose grandi, quasi le pretendi, perchè tu ti senti povera e incapace di essere come loro, ma pensi che loro riusciranno ed essere e a fare quello che tu non sei e non sai fare. Per chi le avevo? Per alcune persone della mia famiglia. Ho dovuto lavorare tanto per arrivare a vedere che i miei idoli hanno i piedi di argilla, che talvolta questo mio tendere verso di loro mi dominava, e mi si rivoltava contro, come si rivoltavano contro di me anche loro, forse soffocati da questo mio amore eccessivo.
Bene, caro blog. Ho pianto tanto, mi sono chiesta tante volte perchè c'erano certe reazioni in risposta alle mie offerte di aiuto, o a mie richieste di aiuto, mi sono sentita rifiutata tante volte, ma ora ho capito che siamo tutti uguali, tutti con lo stesso bisogno di essere amati, ma in un modo libero, senza lacci.
Ricordo tutto del mio passato fino ad oggi, tutte le sensazioni buone e cattive che ho vissuto nei rapporti con gli altri. Sono stata figlia, moglie, madre, suocera e nonna, ho avuto tanta difficoltà nei rapporti con i genitori, marito, figli, ma ora sto bene con me stessa e mi sembra anche con gli altri .
Ci sono voluti sessantacinque anni, ma ora credo, credo, di essermi accettata così come sono, e di conseguenza, ho per me stessa questa " autostima" che mi fa guardare gli altri alla pari, senza complessi.
Ti scrivo queste cose, caro blog, perchè forse possono servire anche a te, e a qualcuno che ti legge.
Buona giornata.
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