martedì 9 aprile 2013

ma è mai possibile!

Ciao,
sono un pò uffa! Ti spiego: da un anno ho in casa una L "badante" brava, bravissima, ma.......
Sen ti che roba: laureata in fisica, maggiore della polizia del suo paese, figlia di contadini, esperta di ogni cosa perchè ha fatto duecentomila corsi universitari , compresa economia domestica, cuoca provetta nella cucina del suo paese, psicologa infantile, educatrice inflessibile e adesso non mi viene più in mente niente ma ogni volta che parliamo di qualcosa mi chiude la bocca dicendo "si fa così, io lo so perchè ho fatto il diploma di ......".
Poco fa stavo parlando al telefono con un'amica e dico "ti devo lasciare perchè è ora di cucinare qualcosa" e L "si bisogna mangiare presto perchè...." e giù a spiegarmi per l'ennesima volta che tutto quello che si mangia la sera tardi diventa" grasso e pancia ", e sai che mi è venuta voglia di fare?
 Mi sono messa a scriverti per sfogarmi un pò e per "tigna" stasera mangeremo più tardi.
Oggi, dopo varie prove, ho imbroccato la ricetta giusta per fare i "bottoncini  di pane", morbidi, morbidi,abbronzati e lucidi, un pò dolci e profumati, perfetti. Beh! Come li ha visti, come al solito ha detto " li facciamo anche noi" e mi ha spiegato per filo e per segno come li fanno, senza chiedermi come son fatti i miei, non li ha mangiati neanche perchè contenevano burro e lei fa digiuno per la loro prossima Pasqua.
Insomma i miei panini non c'entravano niente con i suoi, che riempiono di carne o capusti o patate , o rape.
Se arrivano i bambini, li monopolizza con caramelle e dolci varii; naturalmente mi fa piacere però che uffa!
Avrei da dire tanto altro, ma devo cucinare altrimenti mi licenzia!
Che faccio? Uffa!!!!!!!!

lunedì 8 aprile 2013

finalmente!

Ciao,
finalmente ci sono arrivata! Ma che sofferenza!
Credo di essere riuscita a liberarmi. Forse a te interessa sapere da cosa? Visto che non puoi ribellarti, allora te lo dico. Mi sono liberata dalle idolatrie che mi schiavizzavano e non mi permettevano di vivere con me stessa, ma mi proiettavano verso gli altri come per un dovere e non perchè lo volessi veramente. Ci ho messo quaranta anni ma ci sono arrivata anche io.

Scusa, non sento, mi hai chiesto per chi avevo queste idolatrie e cosa vuol dire essere idolatri? te lo spiego subito: idolatrare vuol dire, per me, fare un mito di una persona normalissima, avere un'ammirazione eccessiva, un amore esaltato per qualcuno, e da questo qualcuno ti aspetti cose grandi, quasi le pretendi, perchè tu ti senti povera e incapace di essere come loro, ma pensi che loro riusciranno ed essere  e a fare quello che tu non sei e non sai fare. Per chi le avevo? Per alcune persone della mia famiglia. Ho dovuto lavorare tanto per arrivare a vedere che i miei idoli hanno i piedi  di argilla, che talvolta questo mio tendere verso di loro mi dominava, e mi si rivoltava contro, come si rivoltavano contro di me anche loro, forse soffocati da questo mio amore eccessivo.
Bene, caro blog. Ho pianto tanto, mi sono chiesta tante volte perchè c'erano certe reazioni in risposta alle mie offerte di aiuto, o a mie richieste di aiuto, mi sono sentita rifiutata tante volte, ma ora ho capito che siamo tutti uguali, tutti con lo stesso bisogno di essere amati, ma in un modo libero, senza lacci.
Ricordo tutto del mio passato fino ad oggi, tutte le sensazioni buone e cattive che ho vissuto nei rapporti con gli altri. Sono stata figlia, moglie, madre, suocera e nonna, ho avuto tanta difficoltà nei rapporti con i genitori, marito, figli, ma ora sto bene con me stessa e mi sembra anche con gli altri .
Ci sono voluti sessantacinque anni, ma ora credo, credo, di essermi accettata così come sono, e di conseguenza, ho per me stessa questa " autostima" che mi fa guardare gli altri alla pari, senza complessi.
Ti scrivo queste cose, caro blog, perchè forse possono servire anche a te, e a qualcuno che ti legge.
Buona giornata.

mercoledì 3 aprile 2013

e già mi basta

Ciao blog,
è un pò che non ti scrivo e tante belle cose son successe.
Prima cosa la Santa Veglia di Pasqua, che se uno sapesse quanto è bella, tormenterebbe il proprio Parroco da oggi fino alla prossima Pasqua per poterla vivere anche nella sua Parrocchia. Non ti racconto niente, perchè è troppo forte per poterla raccontare e poi devi desiderare  con tutte le tue forze di sperimentarla almeno una volta nella tua vita,  per poterla vivere in pienezza.
Seconda cosa: il viaggio previsto per la fine di giugno. Andremo ad Aushwitz (speriamo di averlo scritto bene, sigh!). Tu dirai:"Capirai che divertimento! Andare a visitare un posto così, pieno di lutto, di sofferenza! Potresti andare al mare a fare il bagno in qualche posto meraviglioso come quelli che ci sono qui da noi!" E potresti avere anche ragione; è vero che è un posto dove il dolore si taglia con il coltello, ma, caro mio, prima di tutte le cose belle che si possono fare in estate, sento il desiderio di andare a onorare tutti quei santi che sono passati di lì e che hanno vissuto lì la loro ultima Pasqua. Si vanno a visitare i Santuari in tutto il mondo, ci si ferma in adorazione davanti agli altari della Santità. Per me l'Olocausto degli Innocenti è il Santuario per eccellenza, dove tanti cristi sono morti senza colpa, come Gesù, e che sicuramente oggi sono alla Sua destra nel cielo. Quindi andrò, se R e la sua salute, me lo permetteranno.
Terza cosa: sono due giorni che vado con R a fare fisioterapia per lui. Oggi, il secondo giorno di terapia, M il fisiotarepista mi dice che, considerando la sua gravissima malattia, non ha mai visto degli occhi così vivaci e consapevoli, mi dice che collabora sempre e bene, cioè sa come deve fare quello che gli viene richiesto. Che gioia! E ti sembra poco?
Ciao, caro.... comincia a lottare per la prossima Pasqua e ....a presto

lunedì 25 marzo 2013

L’appello di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa
Contro l'indifferenza dei morti nel Mediterraneo
La lettera alle autorità italiane e all'Europa
Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa

Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore. Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?

Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l’idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l’inizio di una nuova vita. Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce.

Sono indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra.

Sono sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente. Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di vergogna e disonore.

In tutta questa tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l’unico motivo di orgoglio ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi, come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche.

Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all’accoglienza, che dà dignità di esseri umane a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all’Europa intera. Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza."


Giusi Nicolini
 
 
Ecco, caro blog, leggi e medita......

domenica 17 marzo 2013

I passatelli

Ciao, è domenica. R è a letto ma non dorme perchè ha dormito sulla carrozzina e quando dovevamo cambiare posizione, si è svegliato ed ora guarda la Formula Uno su Rai Uno. L è uscita per il suo pomeriggio di riposo ed io, dopo aver insaponato le stoviglie, ho mollato tutto perchè non mi va di continuare a lavorare. Ho pensato di finire di  leggere "Lontano da chi, lontano da dove?" di Enzo Bianchi, ma non me la sento ...ho solo voglia di c..........giare.
Allora qualche pensiero ameno su...indovina, sulla cucina ! E tu darai: che strazio, tutti parlano di cucina , è hai proprio ragione, è diventato l'argomento di tutte le tv e dei giornali. Anche la gente parla di ricette di cucina, come se tutti fossimo dei grandi chef, e gli chef, i maestri, fanno ricette sempre più complicate e con tantissimi ingredienti, per potersi distinguere dal volgo. ma io che te posso fa'? Nun posso fa' a meno de ditte quello che ho cucinato e magnato oggi. Sabato ho comprato un pezzo di muscolo di manzo (mancavano 10 cent. agli 8 euro al chilo)

sabato 16 marzo 2013

In attesa di Papa Francesco

Lettera da San Pietro :
"Il cielo di Roma è in subbuglio, e tuona, e grandina (benchè di una grandine piccola come riso, che saltella sulp orfido della piazza :  sanpietrini, come li chiamano i romani). Eppure dentro questa prima giornata di Conclave lievita sommessa tra la gente sotto gli scrosci di marzo, una allegria. Un'attesa che ricorda l'eccitazione del Natale, da bambini: un'attesa di qualcosa di grande, e di buono.
Misericordia, è la parola più pronunciata ieri mattina in San Pietro. Nei canti, prima:"Misericordias Domini in aeternum cantabo", recita il salmo. E ancora  la profezia di Isaia, che porta il lieto annuncio ai poveri, la libertà agli schiavi, la scarcerazione ai prigionieri. E insiste su questa parola, misericordia - il modo materno, dell'amore di Dio - l'omelia.
Sul luogo della tomba di Pietro la Chiesa ripete questa parola: imsieme , come in un'unica preghiera.

venerdì 15 marzo 2013

Che bella notizia!

Ciao blog,
sono contenta come una pasqua ( si fa per dire, considerando che siamo in quaresima ) e sai perchè ? Perchè ho saputo, tra le tante notizie su Papa Francesco, che anche a Lui piace moltissimo cucinare, forse non tanto come a me, visto che Lui tra una spadellata e l'altra, conosce cinque lingue, è filosofo, teologo, e per essere eletto a capo della Chiesa, sarà sicuramente un meraviglioso pastore d'anime.
Ma la notizia è splendida, ti pare? Condividere questa passione con il Papa mi mette allegria e allevia un pò i sensi di colpa che mi assalgono quando giro in cucina pensando: adesso faccio una torta, no, meglio di no, troppi zuccheri..... allora .. delle piade con le erbette e il prosciutto... oppure, visto che ho il lievito madre, faccio delle pizzelle fritte....e se facessi un pò di polpette di pane? Sono così buone ripassate nel sughetto con aglio e origano.......Ma guarda, ho visto da Eccher un'offerta di scarola, la potrei fare ripiena alla napoletana!Piaceva tanto a mio padre........ e poi è un piatto poco calorico. Però dovrei uscire per andare a prenderla......non mi va! Sai che faccio? Faccio una bella torta senza farina, è da un sacco che vorrei provarla..controllo se ho tutto, ci vuole la ricotta, uova, zucchero, profumi e cioccolata, ma no, quella ingrassa, ci metto l'uvetta.
Allora eccomi all'opera. Ci vuole pochissimo per farla, quaranta minuti in forno ed eccola lì bella e impossibile per me che oltretutto vorrei digiunare...no per carità! Telefono a E " ti prego, la nonna ha fatto la torta, te la vieni a prendere per favore, così la mangiate voi bambini e me la levate di torno?
D'altronde io e il Papa, ci assomigliamo per la passione per la  cucina, il giornale non ha detto se poi gli piace mangiarsele le cose che ha fatto. A me sicuramente sììììììì!