Ciao, sono le dieci della sera e finalmente mi siedo solo per dieci minuti e ti dico.
Stanotte sono andata a letto all'una e mezzo, dopo aver fatto la baby sitter a casa di N e S. Stamattina alle sei la sveglia per la pappa di R, colazione, una toeletta veloce e poi a fare la spesa prima che arrivasse il casino di gente dappertutto. Ah dimenticavo, ho fatto la spesa anche per C, gliel'ho portata, un caffè e poi di corsa a casa per fare il bagno a R, dopodichè scopa e paletta, sbatti di qua e lava di là, in cucina per preparare il pranzo, alza R, metti R a letto, mangia con L che intanto mi aiutava nei lavori. L libera per tutto il pomeriggio, allora lavo i piatti e sistemo la cucina, intanto R ha finito anche di assumere l'acqua, mi siedo vicino a lui e mi viene l'abbiocco, no non devo dormire perchè ho promesso una torta ai bambini ( ma perchè l'ho fatto?), mi alzo mentre R dorme e impasto una torta di grano saraceno molto nutriente, ma siccome avevo scongelato tanto burro decido di farne due, tanto per far qualcosa.
Con le torte in forno,risistemo la cucina e daradada.... ecco il citofono: M e E arrivano con tanta voglia di stare con me, dunque tè fette e marmellata, intanto R si sveglia lo mettiamo in poltrona con il sollevatore e lo spingiamo fino al tavolo così da poter stare tutti insieme, sorseggiamo un infuso caldo, giocherelliamo un pò con R che sembra ricettivo e poi ancora pappa, attacco la macchinetta e comincio a fare la cena per noi tre, ma ecco che suonano alla porta e arrivano quattro "pellegrini", il resto della famiglia M affamati, cosa posso inventare per la loro fame? Una matriciana " strappacore" avendo trovato proprio stamattina un guanciale favoloso, e allora, mentre l'acqua della pasta si va scaldando, metto su anche il sugo: olio buono, abbondante guanciale,cipolla anche se non ci andrebbe, peperoncino, soffriggo pian pianino e poi la salsa fatta da me , scolo la pasta e salto in padella, una manciata generosa di pecorino e giù nei piatti.
Intanto taglio la torta orizzontalmente e la spalmo di marmellata di ribes (lo so che ci vorrebbe quella di mirtilli rossi "le granele", ma l'ho finita), richiudo e vai con lo zucchero a velo, ci sarebbe stata bene la panna per accompagnare ma anche quella manca dal frigo, io non voglio mangiare e allora lecco la padella della matriciana (diversa dall'amatriciana, poi ti spiegherò), ma alla torta non rinuncio, poi tutti in piedi perchè è tardi , mettiamo R a letto, suona il citofono è L che ritorna e sono le nove di sera.
Mi guardo intorno e so che devo ricominciare a sistemare la cucina e mi viene la tentazione di attaccare la lavastoviglie mah! Faccio prima se lavo a mano.
Ecco fatto! E' passato questo giorno, è volato, ho fatto tanto e sì che forse qualcuno pensa che ho tempo da buttare.
Ma sai quanto ho desiderato tutto il giorno di avere un pò di tempo per me! Ma che scema ! Che ci avrei fatto di questo tempo! Vedi che ho trovato comunque il modo di scriverti e come mi sembra bello rubare agli altri questi momenti per me sola . Ora vado a letto, sono stanca, domani mattina sveglia, come al solito alle sei e poi si riparte.
Buonanotte, queste sono le gonne di maglia che ho fatto per L e L
sabato 12 gennaio 2013
martedì 8 gennaio 2013
vite fragili
Ciao caro blog, è la terza volta che provo a scriverti e tutto se ne va a pallino perchè non sono capace di usarti bene. Il tempo mi ha messo alla prova ( sono tre ore, a fasi alterne, tra un nipote e l'altro, che scrivo e riscrivo la stessa cosa), ma ancora adesso posso confermare quello che dicevo prima: oggi sono contenta,ma. proprio contenta. Cosa? Mi chiedi meravigliato il perchè? Ora ti dico: stamattina un bacio inaspettato e tanto desiderato, oggi a pranzo una fetta di casereccio (mio prodotto ) spalmata con un a spuma di carne cotta nel vetro e ricoperta da una salsa di rafano e rapa rossa, il tutto proveniente, indovina? Ma naturalmente dall'Ucraina, oggi pomeriggio visita pure quella inaspettata, di C e G con i bimbi, merenda con compot di kalina (ti dirò poi il nome in lingua patria) e panettone.
Fuori i primi, sono arrivati i secondi M,G,E,L e E: un pò di tele, poi la cena tutti insieme.
Se ne sono andati alle otto e mezza, con M, la baby sitter, il tempo è sempre poco per stare con loro e poterli gustare, il tempo se ne va via troppo svelto e guardo M, una gazzella, così semplice e pulita, e mi aspetto da un momento all'altro un balzo e ... eccola donna.
R ha preso baci e baci, seduto in poltrona. La febbre che lo tormenta da settembre, oggi forse lo lascerà in pace. L ha fatto quello che ha potuto, ma ora è in camera con un forte mal di testa. Per lei avere in casa tutti i bambini è troppo, ma pace! Qui da noi è così!
Sono riuscita a caricare tante foto che ti vorrei mostrare ma non riesco a inserirle nel post, domani chiederò a S di aiutarmi.
Sono le foto dei lavori a maglia che ho fatto per Natale. Lo so quello che pensi, che lavorare a maglia è una banalità, ma per me non c'è più niente di banale e scontato, tutto è una conquista, tutto stupefacente, tutto speciale, pure un maglione fatto con i ferri, perchè significa che posso vivere in una specie di normalità, senza tensioni, ma soprattutto che ho voglia ancora di misurarmi, che non voglio lasciarmi andare, proprio per amore di R, perchè lui possa ricevere un sorriso, sentire che intorno a lui c'è serenità, vita.
R non può più parlare, camminare, muoversi, sentire, annusare, focalizzare con lo sguardo le persone che gli sono vicine,non può più mangiare (viene alimentato con la PEG), ha una bruttissima piaga da decupitoe ha un deterioramento cognitivo piuttosto evidente. R adesso è classificato come uno di quei casi in cui la società spinge a un'eutanasia attiva, oppure a una sospensione di alimentazione, perchè il costo del suo mantenimento in vita è troppo alto per le Casse dello Stato. Forse se lui vivesse in una struttura pubblica, toglierebbe il disturbo molto presto.
Ma se non si accolgono e sostengono questi ultimi degli ultimi, come dice il Card. Bagnasco, come si potranno aprire le braccia alle nuove condizioni di fragilità dovute alla crisi economica?
Perchè da vecchi, si è arrivati a desiderare di morire per non essere più di peso per gli altri.
Bene, ora sono felice di aver potuto completare questo post, mancano solo le foto!
Buonanotte!
Per fortuna R non si accorge di queste cose, è completamente abbandonato
Fuori i primi, sono arrivati i secondi M,G,E,L e E: un pò di tele, poi la cena tutti insieme.
Se ne sono andati alle otto e mezza, con M, la baby sitter, il tempo è sempre poco per stare con loro e poterli gustare, il tempo se ne va via troppo svelto e guardo M, una gazzella, così semplice e pulita, e mi aspetto da un momento all'altro un balzo e ... eccola donna.
R ha preso baci e baci, seduto in poltrona. La febbre che lo tormenta da settembre, oggi forse lo lascerà in pace. L ha fatto quello che ha potuto, ma ora è in camera con un forte mal di testa. Per lei avere in casa tutti i bambini è troppo, ma pace! Qui da noi è così!
Sono riuscita a caricare tante foto che ti vorrei mostrare ma non riesco a inserirle nel post, domani chiederò a S di aiutarmi.
Sono le foto dei lavori a maglia che ho fatto per Natale. Lo so quello che pensi, che lavorare a maglia è una banalità, ma per me non c'è più niente di banale e scontato, tutto è una conquista, tutto stupefacente, tutto speciale, pure un maglione fatto con i ferri, perchè significa che posso vivere in una specie di normalità, senza tensioni, ma soprattutto che ho voglia ancora di misurarmi, che non voglio lasciarmi andare, proprio per amore di R, perchè lui possa ricevere un sorriso, sentire che intorno a lui c'è serenità, vita.
R non può più parlare, camminare, muoversi, sentire, annusare, focalizzare con lo sguardo le persone che gli sono vicine,non può più mangiare (viene alimentato con la PEG), ha una bruttissima piaga da decupitoe ha un deterioramento cognitivo piuttosto evidente. R adesso è classificato come uno di quei casi in cui la società spinge a un'eutanasia attiva, oppure a una sospensione di alimentazione, perchè il costo del suo mantenimento in vita è troppo alto per le Casse dello Stato. Forse se lui vivesse in una struttura pubblica, toglierebbe il disturbo molto presto.
Ma se non si accolgono e sostengono questi ultimi degli ultimi, come dice il Card. Bagnasco, come si potranno aprire le braccia alle nuove condizioni di fragilità dovute alla crisi economica?
Perchè da vecchi, si è arrivati a desiderare di morire per non essere più di peso per gli altri.
Bene, ora sono felice di aver potuto completare questo post, mancano solo le foto!
Buonanotte!
Per fortuna R non si accorge di queste cose, è completamente abbandonato
lunedì 31 dicembre 2012
Tanti auguri
Ciao blog,
quanti messaggi di auguri sinceri e inaspettati ! Solo tu non mi scrivi mai niente, raccogli i miei pensieri e sei lì come una sfinge ! Ma allora a che serve raccontarti le mie pene ? Io ho bisogno di sapere come la pensi ...
ti prego parlami!
Manca poco a mezzanotte, sto aspettando l'inizio del 2013. R ha di nuovo la febbre alta, L ha festeggiato il Capodanno russo tre ore fa. Ho preparato due calici per brindare al nuovo anno, ed intanto ti scrivo nella speranza che nell'etere qualcuno mi legga, e che viva quello che sto vivendo io ora: una pace melanconica, un silenzio profondo dentro me, un desiderio di nulla, la consapevolezza di poter vivere solo l'attimo presente.
Con questo stato d'animo affronto il nuovo anno, ma non sono triste, guardo solo la mia realtà !
Bene, sento i botti fuori, manca poco...., buon anno, caro blog! Vado ad abbracciare R, gli bagnerò le labbra di spumante, gli cambierò posizione nel letto, un bacio sulla fronte, un segno di croce e poi a letto anch'io, convinta più che mai che la vita è bella comunque, sempre, e in ogni condizione.
Tanti auguri!!!!
quanti messaggi di auguri sinceri e inaspettati ! Solo tu non mi scrivi mai niente, raccogli i miei pensieri e sei lì come una sfinge ! Ma allora a che serve raccontarti le mie pene ? Io ho bisogno di sapere come la pensi ...
ti prego parlami!
Manca poco a mezzanotte, sto aspettando l'inizio del 2013. R ha di nuovo la febbre alta, L ha festeggiato il Capodanno russo tre ore fa. Ho preparato due calici per brindare al nuovo anno, ed intanto ti scrivo nella speranza che nell'etere qualcuno mi legga, e che viva quello che sto vivendo io ora: una pace melanconica, un silenzio profondo dentro me, un desiderio di nulla, la consapevolezza di poter vivere solo l'attimo presente.
Con questo stato d'animo affronto il nuovo anno, ma non sono triste, guardo solo la mia realtà !
Bene, sento i botti fuori, manca poco...., buon anno, caro blog! Vado ad abbracciare R, gli bagnerò le labbra di spumante, gli cambierò posizione nel letto, un bacio sulla fronte, un segno di croce e poi a letto anch'io, convinta più che mai che la vita è bella comunque, sempre, e in ogni condizione.
Tanti auguri!!!!
domenica 23 dicembre 2012
letterina di Natale
Caro Gesù,
ecco che si avvicina il tuo compleanno! La tua vita si è fermata a trentatre anni, ma noi ancora ti festeggiamo come se tu fossi qui con noi, e ti rivediamo piccolino, appena nato, tenero fagottino in braccio a tua madre, bambina anche lei, e ci sentiamo il cuore struggere di fronte a te così abbandonato agli sguardi degli uomini e donne che nel presepe, stanno davanti alla capanna per salutarti.
Quei pastori non sapevano cosa tu avresti vissuto, come saresti stato oltraggiato, come saresti morto.
Avevano però capito che tu eri speciale, non sapevano cosa sarebbe avvenuto, ma avevano intuito che in te c'era qualcosa di regale, importante e fondamentale anche per loro.
La tua vita, poi, è stata tutta un abbandono all'amore. Ogni tuo gesto, ogni tua azione, ogni pensiero sono stati impregnati di amore per tutti quelli che ti hanno avvicinato e , conoscendoti si sono sorpresi del tuo amore per loro, e allora ti ringraziavano, e poi non potevano fare a meno di inn amorarsi di te, di corrisponderti.
Torniamo al tuo compleanno. Ma cosa festeggiamo se tu non sei più con noi da ben 2000 anni?
Noi festeggiamo la tua nascita, perchè vogliamo ricordare con te tutta la tua vita terrena, insieme a te ripercorrere i momenti belli e quelli dolorosi, fino alla tua morte ingiusta e terribile, perchè sappiamo che la tua morte non è stata l'ultima parola, tu sei risorto e oggi sei in mezzo a noi, con noi, ci aiuti nella fatica, ci consigli nel dubbio, ci conforti, ci sproni ad andare avanti, ci sostieni nella debolezza, ci fai sentire importanti e unici, dai un senso alla nostra vita, asciughi tutte le nostre lacrime, tu insomma tu prendi cura di noi poveri cristi e ci conduci per mano fino alla fine, quando finalmente ti vedremo faccia a faccia e gioiremo con te.
Buon compleanno, bambino Gesù!
ecco che si avvicina il tuo compleanno! La tua vita si è fermata a trentatre anni, ma noi ancora ti festeggiamo come se tu fossi qui con noi, e ti rivediamo piccolino, appena nato, tenero fagottino in braccio a tua madre, bambina anche lei, e ci sentiamo il cuore struggere di fronte a te così abbandonato agli sguardi degli uomini e donne che nel presepe, stanno davanti alla capanna per salutarti.
Quei pastori non sapevano cosa tu avresti vissuto, come saresti stato oltraggiato, come saresti morto.
Avevano però capito che tu eri speciale, non sapevano cosa sarebbe avvenuto, ma avevano intuito che in te c'era qualcosa di regale, importante e fondamentale anche per loro.
La tua vita, poi, è stata tutta un abbandono all'amore. Ogni tuo gesto, ogni tua azione, ogni pensiero sono stati impregnati di amore per tutti quelli che ti hanno avvicinato e , conoscendoti si sono sorpresi del tuo amore per loro, e allora ti ringraziavano, e poi non potevano fare a meno di inn amorarsi di te, di corrisponderti.
Torniamo al tuo compleanno. Ma cosa festeggiamo se tu non sei più con noi da ben 2000 anni?
Noi festeggiamo la tua nascita, perchè vogliamo ricordare con te tutta la tua vita terrena, insieme a te ripercorrere i momenti belli e quelli dolorosi, fino alla tua morte ingiusta e terribile, perchè sappiamo che la tua morte non è stata l'ultima parola, tu sei risorto e oggi sei in mezzo a noi, con noi, ci aiuti nella fatica, ci consigli nel dubbio, ci conforti, ci sproni ad andare avanti, ci sostieni nella debolezza, ci fai sentire importanti e unici, dai un senso alla nostra vita, asciughi tutte le nostre lacrime, tu insomma tu prendi cura di noi poveri cristi e ci conduci per mano fino alla fine, quando finalmente ti vedremo faccia a faccia e gioiremo con te.
Buon compleanno, bambino Gesù!
mercoledì 19 dicembre 2012
Il borsh
Borsh due volte alla settimana!
Tu sai bene, caro blog, che adoro tutto quello che è tradizione, soprattutto quella culinaria e italiana.
Sono fiera della cucina italiana, dell'italiano Roberto Benigni, dell'italiano Capo dello Stato, della ligua italiana, del clima italiano, delle canzoni italiane, dei caratteri degli italiani, della storia italiana.......... ecc. ecc.
pur non essendo una reazionaria ed amando tanto il socialismo vissuto.
Perchè tutto 'sto preambolo? Per dire che ho dovuto cedere alla bontà del borsh ( zuppa di verdure russa ) di cui L ha tanta nostalgia almeno sei giorni a settimana. L è ucraina e anche lei tradizionalista, orgogliosa perfino del clima ucraino (pensa un pò ) che fa + 40° in estate e - 40° in inverno.
Ora ve lo presento:
metti sul sul fuoco una pentola con due litri di acqua e comincia a pelare 3 o 4 patate, falle a tocchetti e mettile nella pentola, aggiungi una costa di sedano, 3 o 4 foglie di cavolo, una tazza di fagioli già cotti e intanto che questa verdura cuoce fai a listerelle una rapa rossa, una grossa carota, mezza cipolla e metti il tutto in una padella con del burro o se sei in un periodo di digiuno, puoi usare l'olio d'oliva. Fai soffriggere bene per una decina di minuti, mescolando spesso, poi aggiungi nella pentola con le altre verdure, gira bene, cuoci ancora 10 minuti aggiustando di sale e peperoncino ( poco poco ) e voilà è fatto !
Tempo di cottura totale una quarantina di minuti, devono risultare croccanti e la minastra non deve essere troppo salata.
Va servito cosparso di crema di latte.
Tu sai bene, caro blog, che adoro tutto quello che è tradizione, soprattutto quella culinaria e italiana.
Sono fiera della cucina italiana, dell'italiano Roberto Benigni, dell'italiano Capo dello Stato, della ligua italiana, del clima italiano, delle canzoni italiane, dei caratteri degli italiani, della storia italiana.......... ecc. ecc.
pur non essendo una reazionaria ed amando tanto il socialismo vissuto.
Perchè tutto 'sto preambolo? Per dire che ho dovuto cedere alla bontà del borsh ( zuppa di verdure russa ) di cui L ha tanta nostalgia almeno sei giorni a settimana. L è ucraina e anche lei tradizionalista, orgogliosa perfino del clima ucraino (pensa un pò ) che fa + 40° in estate e - 40° in inverno.
Ora ve lo presento:
metti sul sul fuoco una pentola con due litri di acqua e comincia a pelare 3 o 4 patate, falle a tocchetti e mettile nella pentola, aggiungi una costa di sedano, 3 o 4 foglie di cavolo, una tazza di fagioli già cotti e intanto che questa verdura cuoce fai a listerelle una rapa rossa, una grossa carota, mezza cipolla e metti il tutto in una padella con del burro o se sei in un periodo di digiuno, puoi usare l'olio d'oliva. Fai soffriggere bene per una decina di minuti, mescolando spesso, poi aggiungi nella pentola con le altre verdure, gira bene, cuoci ancora 10 minuti aggiustando di sale e peperoncino ( poco poco ) e voilà è fatto !
Tempo di cottura totale una quarantina di minuti, devono risultare croccanti e la minastra non deve essere troppo salata.
Va servito cosparso di crema di latte.
![]() |
| una vera bontà |
martedì 4 dicembre 2012
L'Avvento
Ciao caro blog,
quanto tempo! Credevo di non avere più voglia di parlarti ! Mi spaventa avere troppa confidenza con te, ma stasera posso farlo perchè vorrei che tu ascoltassi quello che ho da dirti.
Son passati mesi in cui abbiamo visto la morte in faccia, una faccia che non ha espressione, immota, senza colore. R è stato malissimo, ricoverato d'urgenza e sottoposto a trasfusioni; per circa un mese sono stata vicina al suo letto senza parlare, con una speranza nel cuore, aspettando che aprisse gli occhi e mi sorridesse. Ho lottato per lui con i medici che l'avevano in cura e che volevano dimetterlo quando ancora aveva bisogno di trasfusioni, sono stata esigente con le infermiere che lo assistevano, non potevo fare altro che stare con lui, mi sembrava di non avere niente altro da fare che guardarlo respirare per essere certa che c'era ancora.
Ora R è a casa, si è ripreso, è un uomo forte, ma porta i segni della permanenza in ospedale, la ferita che aveva è sempre più estesa e proviamo con mille farmaci per poterla guarire ma fino ad ora non ci siamo riusciti.
Ecco l'Avvento, questo tempo così speciale, in cui inizia di nuovo la storia tra l'uomo e Dio in Gesù Cristo, storia mai finita e iniziata con il Battesimo, ma se fino ad ora abbiamo perso l'occasione di conoscere Gesù e di amarlo per quello che è, ci viene data un'altra opportunità: si ricomincia, coraggio! Forse questa è la volta buona.
"il termine cristo, non è un nome o un cognome personale: è un titolo comune per designare l'uomo che trasmette agli altri la parola di Dio. Quel Cristo là si nominava, secondo i documenti, Gesù di Nazareth, però altre volte, attraverso i tempi, il cristo si è presentato sotto diversi nomi, di maschio o di femmina - lui non bada al genere - o di pelle chiara o scura - lui si mette il primo colore che capita - è in oriente e in occidente e in tutti i climi - e ha parlato in tutte le lingue di Babele - sempre tornando a ripetere la stessa parola! Difatti solo da quella si riconosce il cristo: dalla parola! Che è solo e sempre la stessa: quella là! E li l'ha detta e ridetta e tornata a ridire, oralmente e per iscritto, e da sopra la montagna e da dentro le gattabuie e ...dai manicomii.....Il cristo non bada alla località, nè all'ora storica, e nè alle tecniche del massacro...Già. Siccome lo scandalo era necessario, lui si è fatto massacrare oscenamente, con tutti i mezzi disponibili - quando si tratta di massacrare i cristi, non si risparmia sui mezzi...Ma l'offesa suprema, che gli hanno fatta, è stata la parodia del pianto! Generazioni di cristiani e di rivoluzionari - tutti quanti complici!- Hanno seguitato a frignare sul suo corpo - e intanto della sua parola ne facevano merda!
E così, d'ora in poi, lui, se torna, non dirà più parole, perchè tanto, quelle che aveva da dire le ha gridate ai quatro venti. Quando è apparso in Giudea, il popolo non l'ha creduto il vero Dio parlante, perchè si presentava come un poveraccio, non con l'uniforme delle Autorità.
Però se torna, si presenterà ancora più miserabile, nella persona di un lebbroso, di una accattoncella deforme,, di un sordomuto, di un bambino idiota. Si nasconde in una vecchia puttana: trovami! e tu, dopo esserti servito della vecchia puttana per una scopata, la lasci là, e uscito all'aria aperta, cerchi in cielo: " ah, Cristo, sono duemila anni che aspettiamo il tuo ritorno!" "Io" risponde lui dalle sue tane,"non sono MAI partito da voi. Siete voi che ogni giorno mi linciate, o peggio ancora, tirate via senza vedermi, come se io fossi l'ombra di un cadavere putrefatto sotto terra. Io tutti i giorni, vi passo vicino mille volte, mi moltiplico per tutti quanti siete, i miei segni riempiono ogni millimetro dell' universo, e voi non li riconoscete, pretendete di aspettare chissà quali altri segni volgari..." Si racconta che un cristo,una volta camminando per una via di campagna ebbe fame e andò a cogliere un frutto da un albero di fico. Ma siccome non era stagione, l'albero non aveva frutti: nient'altro che foglie incommestibili...E allora cristo lo maledisse, dannandolo alla sterilità perpetua...Il senso è chiaro: per chi riconosce Cristo al suo passaggio, è sempre stagione. E chi non riconoscendolo gli nega la propria frutta col pretesto del tempo e della stagione, è maledetto. Non si discute. Non c'è pretesto, per rimandare, perchè Cristo non deve scendere dalle stelle, o da un passato e futuro chissà dove, ma sta quà adesso, dentro di noi. Pure questa non è un novità, è cosa risaputa, gridata ai quattro venti: che dentro a ciascuno di noi c'è un Cristo" ( Elsa Morante - La Storia )
quanto tempo! Credevo di non avere più voglia di parlarti ! Mi spaventa avere troppa confidenza con te, ma stasera posso farlo perchè vorrei che tu ascoltassi quello che ho da dirti.
Son passati mesi in cui abbiamo visto la morte in faccia, una faccia che non ha espressione, immota, senza colore. R è stato malissimo, ricoverato d'urgenza e sottoposto a trasfusioni; per circa un mese sono stata vicina al suo letto senza parlare, con una speranza nel cuore, aspettando che aprisse gli occhi e mi sorridesse. Ho lottato per lui con i medici che l'avevano in cura e che volevano dimetterlo quando ancora aveva bisogno di trasfusioni, sono stata esigente con le infermiere che lo assistevano, non potevo fare altro che stare con lui, mi sembrava di non avere niente altro da fare che guardarlo respirare per essere certa che c'era ancora.
Ora R è a casa, si è ripreso, è un uomo forte, ma porta i segni della permanenza in ospedale, la ferita che aveva è sempre più estesa e proviamo con mille farmaci per poterla guarire ma fino ad ora non ci siamo riusciti.
Ecco l'Avvento, questo tempo così speciale, in cui inizia di nuovo la storia tra l'uomo e Dio in Gesù Cristo, storia mai finita e iniziata con il Battesimo, ma se fino ad ora abbiamo perso l'occasione di conoscere Gesù e di amarlo per quello che è, ci viene data un'altra opportunità: si ricomincia, coraggio! Forse questa è la volta buona.
"il termine cristo, non è un nome o un cognome personale: è un titolo comune per designare l'uomo che trasmette agli altri la parola di Dio. Quel Cristo là si nominava, secondo i documenti, Gesù di Nazareth, però altre volte, attraverso i tempi, il cristo si è presentato sotto diversi nomi, di maschio o di femmina - lui non bada al genere - o di pelle chiara o scura - lui si mette il primo colore che capita - è in oriente e in occidente e in tutti i climi - e ha parlato in tutte le lingue di Babele - sempre tornando a ripetere la stessa parola! Difatti solo da quella si riconosce il cristo: dalla parola! Che è solo e sempre la stessa: quella là! E li l'ha detta e ridetta e tornata a ridire, oralmente e per iscritto, e da sopra la montagna e da dentro le gattabuie e ...dai manicomii.....Il cristo non bada alla località, nè all'ora storica, e nè alle tecniche del massacro...Già. Siccome lo scandalo era necessario, lui si è fatto massacrare oscenamente, con tutti i mezzi disponibili - quando si tratta di massacrare i cristi, non si risparmia sui mezzi...Ma l'offesa suprema, che gli hanno fatta, è stata la parodia del pianto! Generazioni di cristiani e di rivoluzionari - tutti quanti complici!- Hanno seguitato a frignare sul suo corpo - e intanto della sua parola ne facevano merda!
E così, d'ora in poi, lui, se torna, non dirà più parole, perchè tanto, quelle che aveva da dire le ha gridate ai quatro venti. Quando è apparso in Giudea, il popolo non l'ha creduto il vero Dio parlante, perchè si presentava come un poveraccio, non con l'uniforme delle Autorità.
Però se torna, si presenterà ancora più miserabile, nella persona di un lebbroso, di una accattoncella deforme,, di un sordomuto, di un bambino idiota. Si nasconde in una vecchia puttana: trovami! e tu, dopo esserti servito della vecchia puttana per una scopata, la lasci là, e uscito all'aria aperta, cerchi in cielo: " ah, Cristo, sono duemila anni che aspettiamo il tuo ritorno!" "Io" risponde lui dalle sue tane,"non sono MAI partito da voi. Siete voi che ogni giorno mi linciate, o peggio ancora, tirate via senza vedermi, come se io fossi l'ombra di un cadavere putrefatto sotto terra. Io tutti i giorni, vi passo vicino mille volte, mi moltiplico per tutti quanti siete, i miei segni riempiono ogni millimetro dell' universo, e voi non li riconoscete, pretendete di aspettare chissà quali altri segni volgari..." Si racconta che un cristo,una volta camminando per una via di campagna ebbe fame e andò a cogliere un frutto da un albero di fico. Ma siccome non era stagione, l'albero non aveva frutti: nient'altro che foglie incommestibili...E allora cristo lo maledisse, dannandolo alla sterilità perpetua...Il senso è chiaro: per chi riconosce Cristo al suo passaggio, è sempre stagione. E chi non riconoscendolo gli nega la propria frutta col pretesto del tempo e della stagione, è maledetto. Non si discute. Non c'è pretesto, per rimandare, perchè Cristo non deve scendere dalle stelle, o da un passato e futuro chissà dove, ma sta quà adesso, dentro di noi. Pure questa non è un novità, è cosa risaputa, gridata ai quattro venti: che dentro a ciascuno di noi c'è un Cristo" ( Elsa Morante - La Storia )
mercoledì 31 ottobre 2012
Finalmente il freddo!
Ciao caro blog,
sono contenta che il freddo sia arrivato, così le mie giornate vissute in casa non mi sembreranno claustrofobiche. In estate avevo la mia valvola di sfogo che sono i balconi della mia casa,
; ne ho quattro di cui uno molto grande, e sono tutti pieni di fiori. Uno ha cinque enormi vasi di coccio con ortensie di tutti i colori, nel balcone della cucina ci sono tanti vasi di odori : menta,origano,due diversi timi,due vasi di rosmarino che uso in mille preparazioni, due lunghi vasi di basilico, prezzemolo e due vasi di salvia. Nel giardino condominiale ho piantato un bel cespuglio di alloro che ho usato questa estate per tenere lontane le tarme della lana negli armadi di mia figlia e fra qualche giorno saprò se ha funzionato.
Nel balcone "papale", così dicono i figli data la sua forma rotondeggiante che sembra si possa fare un "discorso",nel balcone dunque ci sono tanti vasi di fiori di tutti i tipi, senza ordine, non simmetrici, all'italiana, e tutte le mattine la prima cosa che faccio è rimirarli, tolgo le foglie appassite, controllo la terra e intanto penso che potrei comprare ancora qualcosa di nuovo.
Ma ahimè ! Tutto finito! Con il freddo piano piano tutte le piante geleranno, e allora sarà proprio inverno.
Stamattina, piena di buona volontà, ho pulito la stufa a legna, la fornasela, come dicono qui, e l'ho accesa, l'ho mandata a calore e, sempre per dare un senso alla giornata, ho deciso di fare una torta che ho conosciuto e sperimentato nel lontano 1993, quando mi sono trovata a fare la cuoca nella cucina dell'albergo di mio fratello tutta ristrutturata, che doveva aprire per Natale, e non aveva il cuoco perchè malato.
Così, tra padelle enormi e ricette trentine, ho voluto inserire questa torta emiliana, torta degli addobbi, che ha avuto un successo incredibile.
Ora ve la racconto: porta questo nome per una tradizione antica e civilissima. Ogni dieci anni le parrocchie emiliane, si rifacevano la "faccia", venivano disincrostate, ridipinte, rimesse a nuovo, il quartiere addobbava le finestre, si faceva la processione con il Santo ( ogni parrocchia aveva il suo), e in ogni casa la "massaia" faceva questa torta "bella" bianca, senza cioccolato, con le mandorle e c'era l'usanza di invitare i conoscenti in casa per assaggiare una "mandleina", un pezzetto di torta tagliata a forma di mandorla, e così l'uscio di casa si teneva
tutto il giorno socchiuso, pensate un pò che roba.
Quindi prendi un litro di latte, salalo un pò e mettilo sul fuoco, quando bolle unisci 100 grammi di riso per minestre (chicco piccolo), cuoci per un bel pò, fino a che il tutto sembri una crema, non cedere alla tentazione di mettere più riso perchè non diventerebbe così cremoso a fine cottura.
Lascialo raffreddare, mettilo in una ciotola, aggiungi 200 gr. di zucchero, 125gr. di mandorle sbucciate e frullate, ci vorrebbero anche due o tre mandorle amare, ma noi speriamo che siano in mezzo alle mandorle dolci, 5 uova sbattute (c'è chi dice che ne servono 6, ma a me sembrano troppe) e 100 gr. di cedro candito che io tengo sempre nel freezer, perchè lo candisco io e non avendo conservanti ammuffirebbe.
Imburra e spargi pangrattato in una teglia possibilmente rettangolare, e metti il composto in forno a 150° per almeno due ore. Che non ti venga in mente di usare una teglia di silicone, perchè il composto è liquido e cadrebbe tutto dalla teglia.
Sfornala e irrorala con liquore amaretto, falla freddare, tagliala a losanghe, metti uno stecchino su ogni losanga, e poi offrila a chi ami, sapendo che anche secoli or sono si faceva la stessa cosa.
R oggi, dopo circa de mesi , non ha la febbre, è stato seduto sulla sa sedia a rotelle per quattro ore e così ha potuto mangiare a tavola con me e L.
Alle 13 sono andata a prendere L all'asilo e l'ho portata a casa nostra. R le accarezzava la testa, un gesto che non faceva più da tanto tempo,perchè non riusciva a muovere le braccia. Ma oggi l'ha fatto e io sono felice e non mi manca niente.
"Ho creato tutto questo per te, mia sposa, e sappi che tutte le bellezze sono nulla in confronto a quello che ti ho preparato nell'eternità" (Gesù a santa Faustina Kowalska)
sono contenta che il freddo sia arrivato, così le mie giornate vissute in casa non mi sembreranno claustrofobiche. In estate avevo la mia valvola di sfogo che sono i balconi della mia casa,
; ne ho quattro di cui uno molto grande, e sono tutti pieni di fiori. Uno ha cinque enormi vasi di coccio con ortensie di tutti i colori, nel balcone della cucina ci sono tanti vasi di odori : menta,origano,due diversi timi,due vasi di rosmarino che uso in mille preparazioni, due lunghi vasi di basilico, prezzemolo e due vasi di salvia. Nel giardino condominiale ho piantato un bel cespuglio di alloro che ho usato questa estate per tenere lontane le tarme della lana negli armadi di mia figlia e fra qualche giorno saprò se ha funzionato.
Nel balcone "papale", così dicono i figli data la sua forma rotondeggiante che sembra si possa fare un "discorso",nel balcone dunque ci sono tanti vasi di fiori di tutti i tipi, senza ordine, non simmetrici, all'italiana, e tutte le mattine la prima cosa che faccio è rimirarli, tolgo le foglie appassite, controllo la terra e intanto penso che potrei comprare ancora qualcosa di nuovo.
Ma ahimè ! Tutto finito! Con il freddo piano piano tutte le piante geleranno, e allora sarà proprio inverno.
Stamattina, piena di buona volontà, ho pulito la stufa a legna, la fornasela, come dicono qui, e l'ho accesa, l'ho mandata a calore e, sempre per dare un senso alla giornata, ho deciso di fare una torta che ho conosciuto e sperimentato nel lontano 1993, quando mi sono trovata a fare la cuoca nella cucina dell'albergo di mio fratello tutta ristrutturata, che doveva aprire per Natale, e non aveva il cuoco perchè malato.
Così, tra padelle enormi e ricette trentine, ho voluto inserire questa torta emiliana, torta degli addobbi, che ha avuto un successo incredibile.
Ora ve la racconto: porta questo nome per una tradizione antica e civilissima. Ogni dieci anni le parrocchie emiliane, si rifacevano la "faccia", venivano disincrostate, ridipinte, rimesse a nuovo, il quartiere addobbava le finestre, si faceva la processione con il Santo ( ogni parrocchia aveva il suo), e in ogni casa la "massaia" faceva questa torta "bella" bianca, senza cioccolato, con le mandorle e c'era l'usanza di invitare i conoscenti in casa per assaggiare una "mandleina", un pezzetto di torta tagliata a forma di mandorla, e così l'uscio di casa si teneva
tutto il giorno socchiuso, pensate un pò che roba.
Quindi prendi un litro di latte, salalo un pò e mettilo sul fuoco, quando bolle unisci 100 grammi di riso per minestre (chicco piccolo), cuoci per un bel pò, fino a che il tutto sembri una crema, non cedere alla tentazione di mettere più riso perchè non diventerebbe così cremoso a fine cottura.
Lascialo raffreddare, mettilo in una ciotola, aggiungi 200 gr. di zucchero, 125gr. di mandorle sbucciate e frullate, ci vorrebbero anche due o tre mandorle amare, ma noi speriamo che siano in mezzo alle mandorle dolci, 5 uova sbattute (c'è chi dice che ne servono 6, ma a me sembrano troppe) e 100 gr. di cedro candito che io tengo sempre nel freezer, perchè lo candisco io e non avendo conservanti ammuffirebbe.
Imburra e spargi pangrattato in una teglia possibilmente rettangolare, e metti il composto in forno a 150° per almeno due ore. Che non ti venga in mente di usare una teglia di silicone, perchè il composto è liquido e cadrebbe tutto dalla teglia.
Sfornala e irrorala con liquore amaretto, falla freddare, tagliala a losanghe, metti uno stecchino su ogni losanga, e poi offrila a chi ami, sapendo che anche secoli or sono si faceva la stessa cosa.
R oggi, dopo circa de mesi , non ha la febbre, è stato seduto sulla sa sedia a rotelle per quattro ore e così ha potuto mangiare a tavola con me e L.
Alle 13 sono andata a prendere L all'asilo e l'ho portata a casa nostra. R le accarezzava la testa, un gesto che non faceva più da tanto tempo,perchè non riusciva a muovere le braccia. Ma oggi l'ha fatto e io sono felice e non mi manca niente.
"Ho creato tutto questo per te, mia sposa, e sappi che tutte le bellezze sono nulla in confronto a quello che ti ho preparato nell'eternità" (Gesù a santa Faustina Kowalska)
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